E’ arrivato l’inverno anche qui. Mi maledico per non aver preso sciarpa e guanti, mentre accarezzo con lo sguardo Puerta de Toledo e il vento gelido taglia il collo scoperto. Madrid è silenziosa, la gente si affolla nei bar per el partido, Barça – Real.
Vengo dal secondo incontro per l’organizzazione del No Berlusconi day di Madrid. Con qualche ritardo, sembra ce la possiamo fare. E’ emozionante incontrarsi con i propri connazionali che, pur vivendo incredibili esperienze o addirittura vite in altri luoghi, non smettono di pensare a come difendere la dignità del proprio Paese. La dignità, nulla più.
La professoressa che sta seguendo il dottorato, il calabrese che si arrabbatta tra lavori che flessibili è dire poco, il toscano che un giorno ha preso un biglietto solo andata per madrid e che, “dopo un anno e mezzo abbondante, non mi ha ancora stancato”, il giovane liceale figlio di italiani residenti in Spagna…
Comunque vada, sarà un successo.
Mi fermo in un chino, compro una coca, carta igienica, un posacenere, un attrezzo per fare torte pensando alle dolci coinquiline. Mi soffermo su un alberello perfetto per le festività e il nostro appartamento, ma i soldi non bastano. Sarà per la prossima volta.
Pago e esco, fa ancora più freddo. Mi stringo nel cappotto e mi avvio per Santa Maria de la Cabeza, n. 23. E’ quasi Natale, qui a Madrid.





