Stringi i denti e fai finta di nulla. Scrolli di dosso i pensieri e ti concentri sul tuo social network preferito. Scegli accuratamente la musica, alzi il volume. Hai mal di stomaco, ti alzi, e non trovi l’accendino per una dannata sigaretta. In cucina prendi una arancia, torni a sederti il più lento possibile mentre già le unghie affondano la scorza e la polpa. Non te ne frega niente.
Pentirsi non serve, pentirsi è inutile, pentirsi è falso. Rifaresti tutto, e forse anche di più. E ciò che non rifaresti, lo salveresti per un prossimo futuro.
Eppure arriva. Una secchiata di acqua gelata, l’ultima metro che scompare nel buio, svegliarsi tardi e scoprire che la nevicata è già passata e la neve si sta già trasformando in pantano, un abbraccio che non trova risposta, uno sguardo che non incontra il sorriso sperato, parole che non ottengono la risposta attesa.
La salvezza delle nostre anime sarà garantita solo se sincero sarà il pentimento. Dio di mestiere perdona, ma non è stupido.
Il tuo pentimento mai potrà essere sincero e genuino.
Ma è l’unica cosa a cui puoi aggrapparti, mentre il giorno più amaro si conclude.





