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gennaio 26th, 2010

Ciao Alberto

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Il sabato del villaggio. Mi sembra ancora di sentire l’inconfondibile voce che invade lo studio dopo i soliti versi.

Suonare, aspettare, entrare, senza bussare, accolto dal pungente olezzo della pipa.

Giocare con il tabacco mentre ne assapori la fragranza dal legno. La scrivania, qualche appunto, mille post it.

Spettinato, giochi con gli ospiti del sabato mentre la radio suona il pezzo scelto accuratamente pochi minuti prima.

La tua poltrona cigolante e fratturata.

Ma sì Alberto, hai ragione. Pietrangeli effettivamente sbaglia, criticando così aspramente “la contessina” dei Modena.

Il loro berretto sbiadito comprato in qualche concerto.

Credo di avere ancora uno o due cd tuoi, prestati e mai restituiti. Del resto, stavi sotto casa. Prima o poi avrei avuto l’occasione, prima o poi me ne sarei ricordato. Prima o poi.

In bici o a piedi, sempre a passo d’uomo. Le due ruote che la maggior parte delle volte ti seguono a fianco. Uno squillante buongiorno, e entro in biblioteca scaldato dal tintinnare del tuo buonumore.

Mi fermasti tu prima che partissi. Purtroppo no, non voterò alle primarie. Però sì, voterei per dare un senso a quella storia. Pacca sulla spalla, e ci salutammo.

Ciao, Alberto.