Ho sempre avuto una smisurata paura della velocità.
Ricordo ancora a Disneyland Paris, quando mi convinsero a mettere piede in una di quelle diaboliche montagne russe. Ed io, adolescente, in compagnia di due splendide ragazze sulle quali chiaramente cercavo di fare colpo, tentavo in ogni modo di nascondere l’angoscia mentre conquistavamo, metro dopo metro (cosa non facile con le gambe tremanti), la biglietteria. Le accompagnatrici, gasate e sovraeccitate, seguivano con lo sguardo le carrozze sfrecciare poco sopra di noi. Io, spaventato a morte, deglutivo silenziosamente per ricacciare la nausea e pregando che l’abbondante colazione a base di croissant e panini spalmati col burro restasse al suo posto.
Fu un incubo. Ricordo solo un rumore assordante, i miei occhi tanto stretti da far male, le mani sudate che stringono il manubrio e il terrore di venire scaraventato fuori dal sedile ad ogni curva a gomito. Credo che arrivai al punto di sussurrare qualche preghiera, sperando che tutto finisse al più presto. Come in ogni attrazione che si rispetti, per qualche soldo puoi richiedere un ricordo dell’esaltante esperienza. Ed ecco impressa in una foto la vergogna di un ragazzino aggrappato e spaventato tra due ragazze che sorridono a braccia rigorosamente alzate verso l’obiettivo.
Ad oggi, sopporto solamente il bruco mela della fiera sandonatese, in via Pralungo, anche se un debole timore mi coglie sempre al principio dell’unica discesa di pochi metri.
Ho imparato a conviverci, con la paura della velocità. Non mi vergogno più di ammetterlo (perchè poi? forse in difesa di una virilità che sicuramente non si misura in km/h?), e non solo per il saggio motto del “chi va piano, va sano e va lontano”. Ho imparato che la calma e la lentezza sono virtù molto più rare e nobili, in una infinità di situazioni: in auto, a letto, nelle relazioni, a tavola, parlando… e anche più difficili da conseguire.
Quando mi rendo conto di stare premendo troppo sull’acceleratore, ripenso a quella foto sulle montagne russe: l’imbarazzo permane, ma il resto migliora, rallentando un poco.





