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marzo 30th, 2010

Ci sarà un’Italia migliore. E parte dalla Puglia

Ci speravo davvero. Gettavo lo sguardo oltre il mio Veneto, oltre il mio Nord est, e fatta eccezione per le irrecuperabili regioni del sud (Calabria e Campania), credevo in un forte riscatto.

E’ finita al foto-finish, ma la Lega che straripa oltre il Ticino e la sconfitta radicale in Lazio non lasciano spazio a dubbi. Abbiamo perso, un’altra volta. Quante sconfitte da quella vittoria di Pirro nel 2006? E quante ancora?

Non so che pensare. Se siamo un popolo irrimediabilmente destinato a meritare un uomo come B., o se semplicemente  meritiamo una alternativa migliore. La rabbia nei confronti di Grillo, che con quel 4 % al movimento 5 stelle (e molto probabilmente rubato alla sinistra) contribuisce alla sconfitta piemontese, non ha senso: il voto di protesta, come il non voto, è responsabilità di una sinistra che non dà più risposte.

La questione leghista va affrontata seriamente. Primo partito in veneto (35 %), esprime due presidenti di regione, pianta le proprie bandiere fuori dai feudi tradizionali, e la sua forza non può essere sottovalutata neppure dalla destra tradizionale: è la Lega l’artefice del trionfo di Berlusconi al nord, e i possibili, futuri scenari (dialogo PD – PdL per arginare un partito che inizia a mettere paura) non sono più fantapolitica. Un dato che può consolare è la caduta del Popolo delle Libertà, che nel complesso perde sei punti percentuale. Ma confondere questo flusso di voti verso l’alleato nordico con una vittoria della sinistra o una “inversione di tendenza”, come vuol far credere il Partito Democratico, è folle.

E’ una sconfitta chiara quindi, con la sinistra che conserva (e ci mancherebbe) solamente quella manciata di roccaforti rosse.

Una sfida ho seguito con più interesse e passione: quella della Puglia, unica nota intonata che dà una speranza a questo Paese e al futuro della sua sinistra. Nichi Vendola stravince, la primavera pugliese resiste e continua la “rivoluzione gentile” del comunista che ha definitivamente conquistato il cuore di una regione tradizionalmente di destra. E’ un’eccezione che accende una luce su un sud e un’Italia che continuano ad arrancare nel buio, è l’esempio della Buona Politica che rompe tutti gli schemi e viene, logicamente, premiata.

La Puglia di Vendola (e di SeL, che nonostante i poco incoraggianti risultati nel resto dello stivale, qui si attesta intorno ad un incredibile 10 %) rappresenta, dopo infinite sconfitte (senza dimenticare Illy in Friuli e Soru in Sardegna), la strada da intraprendere per tornare a vincere. Non posso credere che questo Paese non abbia l’intelligenza per licenziare queste destre, non posso credere che la sinistra sia destinata ad altre sconfitte. Tornare a vincere, non dovrebbe essere troppo difficile, sapendo come fare. L’Italia migliore ci sarà, e parte dalla Puglia.