Saluto il mio Paese dando l’arrivederci più nobile che potessi esprimere, votando.
Tralasciando lo scontato (e sconcertante) risultato che si profila in Veneto, credo sinceramente che incomincerà a soffiare un vento nuovo in questo Paese. C’è un’Italia che resiste, c’è un’Italia che può e deve risvegliarsi dall’incubo di questi ultimi due anni. La destra berlusconiana ha drogato il Paese, confondendo il diritto a governare in virtù della maggioranza che lo sostiene con il credere di potersi permettere tutto, fregandosene dello stato di diritto, di quella cornice di norme e regole cui il potere deve sottostare, in una sana democrazia. Attaccano la Costituzione, gli organi di garanzia, la magistratura; la vergogna delle leggi ad personam ha preso una piega pericolosa e inaudita. Da due anni è in atto una vera e propria controrivoluzione, un’eclisse delle soglie di civiltà raggiunte da questo Paese. Attaccano il lavoro, l’acqua pubblica e la laicità; seminano intolleranza, criminalizzano la clandestinità, utilizzano la politica fiscale per punire i poveri e avvantaggiare i ricchi. Progettano il ritorno al nucleare, imbavagliano l’informazione, coltivano la cultura dell’illegalità e dell’impunità.
Voglio tornare all’estero orgoglioso di poter dimostrare che c’è un’Italia migliore.
Tra le varie sfide per le varie regioni d’Italia, ce n’è una che seguirò da vicino. Il leaderismo non fa per me, ma l’eventuale rielezione di Nichi Vendola in Puglia sarebbe un’evento dalla portata non trascurabile: sarebbe la prova che tifare per la buona politica ha ancora un senso. Sembrerà esagerato, ma affido molte delle mie speranze alla Puglia e ai Pugliesi.
E’ il momento di tornare ad essere maggioranza. Buon voto Italia.





