“Esta es Stefania, quiere ser paleontologa“. Si muove con timidezza e un pò di goffaggine, mentre tenta di entrare nel giacimento, sostenuta dalle mani di una vera ricercatrice universitaria che le solleva amabilmente i cavi che suddividono le aree di scavo, troppo alti per poter essere scavalcati dalla giovanissima madrileña. Porta un berretto con frontino, dal quale spunta una nera coda di giovani capelli lunghi e lisci. Si accovaccia tra noi, visibilmente emozionata, mentre gli vengono offerti scalpellino e spazzola. Sa perfettamente che ciò che le viene concesso è un privilegio che non toccherà a tutti i giovanissimi accorsi dalla capitale nella giornata “puertas abiertas” del campus di Somosaguas, e durerà poco: i vivaci occhi verdi non sanno se concentrarsi sulle più grandi e più esperte mani che si muovono attorno a lei, magari già intente a ripulire un reperto, o gettarsi alla ricerca di qualcosa vecchio di milioni di anni che aspetta solo lei per rivedere la luce. Le mostriamo un molare di gomphoterium, ma lei già sembra sapere tutto, e solo come i bambini sanno fare, snocciola a memoria i nomi dei preistorici animali che popolavano la Madrid di 15 milioni di anni fa. La passione vince l’emozione e il disagio, come sempre.
I genitori, al lato del del giacimento, seguono la piccola con un sorriso che un ragazzo di 22 anni non può capire o spiegare, forse intuire. Forse lo stesso dei miei, quei lontani giorni in Val Badia, mentre correvo con il cuore in gola giù per un pendio ad alcuni metri dal rifugio, stringendo tra le dita un fossile di corallo, primo e ultimo della colossale collezione trovato dal sottoscritto.
Non so se Stefania sarà paleontologa. La vita cambia e ci cambia, e le strade percorse risultano troppe volte essere del tutto differenti da come le avevamo immaginate e pianificate. Certamente, glielo auguro. Ma per il resto del turno ho immaginato la giovane madrileña, iscritta a qualche corso universitario del proprio Paese, trascorrere un anno Erasmus in Italia e cogliere al volo l’opportunità di rivivere il sogno che sta toccando ora, come ho provato io in queste due settimane, scavando nella cuadrícula E – 13 del campus di Somosaguas norte.





