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settembre 29th, 2010

San Donà, comune “decostituzionalizzato”

La vicenda è ben ripresa dall’articolo del riformista. Sotto, il comunicato del circolo di Sel di San Donà:

Il provvedimento assunto dal Sindaco di San Donà, nonché Presidente della Provincia, sig.ra Zaccariotto, che pone un divieto alla libera manifestazione di pensiero nel corso della Fiera del Rosario è davvero inquietante, sia per il contenuto, sia per l’autorità istituzionale dalla quale promana. E’ davvero inammissibile che chi occupa posti di tanto rilievo nella vita pubblica della nostra provincia, dimostri una mancanza di dimestichezza con le leggi e l’ordinamento della Repubblica , tali da sconfinare nell’arbitrio e nella sospensione per via amministrativa di libertà fondamentali quali sono quella della manifestazione delle proprie opinioni politiche, sancita dall’art. 21 della costituzione, la libertà di riunione pacifica dell’art. 17 della Cost., la libertà di associazione, art. 18 della costituzione. O di quel fondamentale precetto dell’art. 49 della Costituzione, per il quale un’intera generazione lottò contro il fascismo e che ritiene sia diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. Ora pensa davvero la sig.ra Zaccariotto che basti un’ordinanza, prima della polizia municipale, poi corretta in ordinanza del Sindaco, per dare ragione, sebbene a livello locale, della sospensione di questi gangli vitali per la vita democratica del paese.

Posto che è e resta indimostrato che manifestazioni politiche, condotte pacificamente per informare i cittadini sulla condizione drammatica della disoccupazione, della precarietà e della corruzione in questo paese, possano costituire un problema di ordine pubblico. Posto che gli anni passati denunciammo, inascoltati, una diffusa esposizione di simboli fascisti in molte bancarelle della fiera, senza che ciò suscitasse il minimo intervento del Comune. Posto che il provvedimento del Sindaco è pura vendetta per non aver potuto far sfilare le belle padane, mentre la gente non arriva a fine mese e posto che ciò è stato il risultato di uno scontro interno alla giunta di centro destra.

Resta il fatto che la sig.ra Zaccariotto non può legittimamente intraprendere una tale iniziativa, poiché immotivata di fronte alla mancanza di presupposti di urgenza e pericolo che giustifichino l’adozione di provvedimenti contingibili ed urgenti di ordine pubblico.

Nemmeno ai sensi del pacchetto sicurezza del 2008, che pure, imprudentemente, è stato sin troppo generoso nell’attribuire poteri ai Sindaci, può essere adottato tale provvedimento. Un Decreto attuativo del Ministero dell’interno del 5 agosto 2008 specifica infatti cosa si debba eventualmente intendere per incolumità pubblica e “ sicurezza urbana”. Il Sindaco deve pertanto intervenire per prevenire e contrastare : a) le situazioni urbane di degrado o isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e i disabili e i fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool: b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana; c) l’incuria ed il degrado e l’occupazione abusiva di immobili tali da favorire le situazioni indicate ai punti a( e b); d) le situazioni che costiuiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo e di illecita occupazione di suolo pubblico; e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano,ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi.

Insomma il sindaco faccia il Sindaco che all’ordine pubblico si pensa il Questore o il Prefetto, in particolare quando in campo ci sono diritti così importanti da avere persino rango costituzionale.

Quindi la sig.ra Zaccariotto può occuparsi dei barboni, che a volte muoiono in solitudine sulle panchine della città, del degrado e della crisi, che portano San Donà al record dei suicidi, della prostituzione di lusso, magari quella baby, consumata in locali ben conosciuti e regolarmente autorizzati, può anche prender atto che in questa città la fa da padrona la finanza usuraia o del riciclaggio. Ma non può impedire alle forze politiche di esistere, neanche per un giorno, neanche per un’ora.

Poiché siamo in una situazione di aperta violazione dell’ordinamento democratico e lesione di fondamentali diritti civili e politici che appartengono a tutti i cittadini, poiché l’unica vera emergenza che riscontriamo a San Donà è quella democratica, facciamo appello a tutte le forze democratiche perchè della questione venga investito il Prefetto ed il Questore della provincia di Venezia e l’ordinanza venga immediatamente ritirata.

Circolo Sel R. Luxemburg – Città del Piave