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marzo 27th, 2011

Bologna

Venezia è intoccabile, fragile, amleticamente in bilico sull’orlo degli abissi, si lascia scoprire come un tesoro. Roma, bella e impossibile, ostenta magnificenze ad ogni rovina, potere ad ogni respiro, e sa farsi amare. Milano è fumosa, mezza signora impellicciata e mezza escort di lusso, da bere di notte e da sputare di giorno. Palermo è calda, sventrata, salata, avvolge con l’intensità di un nero d’avola e una partita a briscola in qualche piazza. Firenze si sveglia ogni giorno e decanta i fasti della sua classica resurrezione rinascimentale.

Ma Bologna è una mamma, una di quelle grasse mamme che vivono accanto ai fornelli e avanzano sempre qualcosa. Bologna è quella mamma che apparecchia una tavola per figli e amici e amici degli amici senza preavviso, che cucina il tuo piatto preferito dopo un esame e che sa consolare, senza sosta, al riparo dei suoi infiniti archi e porticati.

Seppur senza invidia, non puoi andartene senza aver pensato, almeno una volta,

ah, avessi studiato a Bologna