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aprile 27th, 2011

Scouting for boys

Non esiste solo l’imbarazzo provocato dalle recenti e nuove conoscenze.

Rivedere persone con le quali hai condiviso incredibili stagioni di vita, irrimediabilmente lasciate alle spalle, dà la stessa sensazione di insicurezza.

Riaffiorano, attraverso sguardi e domande e banalità e formali pacche sulle spalle, quei ricordi che spingono il tuo istinto a protendere ben più di una mano tesa. Ed è come una vertigine, cercare inutilmente la stessa naturalezza con la quale abbracciavi, colpivi a palle di neve, consolavi, placcavi quei corpi ora così lontani. Siamo sempre noi, a qualche anno di distanza. Non abbiamo dimenticato o sciupato nulla, e si vede. E’ solo la vita.

Ed è quell’oggetto, all’epoca tanto insignificante, perso e ritrovato troppe volte tra le pieghe di una tenda canadese, che mi dà un capogiro. Un canzoniere, e quelle strofe che mi consigliano di rileggere.

Un inno a quell’indimenticabile pezzo di vita riaffiorato senza preavviso, tra quei volti così vicini eppure così lontani, che mi ritrovo a sussurrare pedalando contro lo sferzante vento del passato. Scouting for boys.

Eravamo ragazzi ancora, con il tempo aperto davanti
i giorni più lunghi coi calzoni corti,
a caccia di vento i semplici canti.
La carta e la colla insieme, incrociare due canne più forti,
legate allo spago le nostre speranze,
nei nostri aquiloni i sogni mai morti.
Si alzano ora in alto, più in alto di allora le danze,
restare confusi il tempo ti afferra
scommetter sul mondo ma senza arroganza.
La testa nel cielo è vero, ma il camminare ti entra da terra,
ripronti a partire rischiare la strada,
i fiori più veri non son quelli di serra.

E va, più in su più in la, contro vento,
è lotta dura ma, tendi lo spago,
e se sta a cuore a noi,
non è vana speranza, cambierà,
oltre la siepe va !

E il potere all’indifferenza,
l’indifferenza che al potere fa ladri,
la terra ormai scossa dagli atomi pazzi,
denaro trionfante schiaccia grida di madri.
Ed ancora la grande corsa, per gli stupidi armati razzi,
il rialzo e i profitti, più disoccupati
e c’è sempre chi dice: “state buoni ragazzi”.
E nascosta rassegnazione,
dietro grandi progetti mancati,
non è più il tempo di facili sogni,
i nostri aquiloni hanno i fili bloccati.
Ma vediamo più acuti e nuovi,
riaffiorare i nostri bisogni,
solidali ci chiama la città dell’uomo,
sporcarsi le mani in questo mare è un segno.

Ed ancora più in alto vola, prende quota sorvola vallate,
portato dai venti ma le idee le ha chiare
di certe nubi si muore, di acque inquinate.
Non cantare per evasione, canta solo se vuoi pensare,
il fine nel mezzo come il grano nel seme,
il progresso dell’uomo dobbiamo imparare.
Meccanismi perversi fuori, meccanismi che dentro teme,
avere sembrare ti prendono a fondo,
cercare se stessi è più dura ma insieme …
e lottare per realizzare un amore che sia fecondo,
via le porte blindate chiuse sugli egoismi,
un uomo e una donna spalancati sul mondo.

E spingendo di nuovo i passi, sulla strada senza fare rumore,
non teme il vento, con la pioggia e col sole,
già e non ancora seguire l’amore.
E un tesoro nascosto cerca, è nascosto giù nelle gole,
è paura che prende quando siamo vicini
a chi in vita sua mai ha avuto parole.
E lo scopri negli occhi è vero,
in quegli occhi tornati bambini,
han saputo rischiare, lascia tutto se vuoi
sulla sua strada andare scordare i suoi fini.
Un aquilone nel vento chiama,
tendi il filo, è ora, puoi!
Le scelte di oggi per un mondo che cambia,
pronti a servire è ancora “scouting for boys”!