Come un fiume carsico che torna in superficie di quando in quando, così la voglia di scrivere.
Sarà un caso, ma il troppo lungo (o troppo breve) periodo di semi-ozio trascorso a casa ha coinciso con il completo abbandono di queste pagine.
Rileggo l’ultimo post, caramelle.
Anche se lontano miglia da quelle mura salesiane che mi hanno visto crescere, in un’isola a due passi dall’Atlantico che sembra quasi più stretto della Manica, mi sento vivo. Sarà il foglietto in cui appunto le future entrate e uscite, la tragicommedia del “arrivo a fine mese”. Sarà il ragù congelato in frigo e le eccellenze culinarie della mia terra dolorosamente troppo lontane. Sarà l’inarrestabile ed insostenibile pioggia di questi luoghi, di un verde talmente indescrivibile quanto ingodibile.
O sarà il fatto che dopo tanto tempo, oggi come allora, ho una bicicletta.





