Socialismo o barbarie

Non avevo mai visto dal vivo un’auto andata a fuoco. L’odore penetrante della plastica bruciata. Il panico che accompagna folli corse in massa. Lo sguardo violento di un gorilla incappucciato che ti intima di spostarti. La paura negli occhi di un padre che recupera al volo il figlio abbandonando il passeggino e si dilegua senza voltarsi. L’avvilimento del Circo Massimo mentre dense colonne di fumo nero inseguono sirene e scoppi disperdendosi oltre i pini di Roma, che brucia inesorabilmente.

Un folle, inaccettabile, lugubre e insensato spettacolo. Impresso nelle urla di un cinquantenne, rosso in volto, in ciabatte sulla porta della propria casa, minacciata pericolosamente da sinuose lingue di fuoco che ancora si nutrono della carcassa di un’automobile: “Siamo operai! Siamo operai!”.

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